VERSO LA NUOVA DOCG PIACENZA
Mi ha fatto un immenso piacere ricevere un “riconoscimento di valore” per la mia attività di giornalista del vino durante la cerimonia del Gran Premio internazionale della Ristorazione 2022 in quel di Riccione.
Ma, oltre alle carezze all’ego, la cerimonia mi è stata utile per approfondire la conoscenza di un progetto che riguarda i vini dei colli piacentini, in particolare il percorso per arrivare al riconoscimento della Docg Piacenza promosso dal Consorzio Tutela Vini DOC Colli Piacentini. L’intenzione, come ha dichiarato il Presidente del Consorzio Marco Profumo, è quella di presentarlo al Ministero dell’Agricoltura nel corso del 2023.

Nel corso del 2021 il Consorzio ha avviato una larga consultazione con l’obiettivo di mappare tutte le aree di miglioramento e innovazione dei disciplinari in uso. Protagonisti sono stati gli oltre 140 vignaioli e vinificatori che lavorano gli oltre seimila ettari di vigneto piacentino. Preziosa anche la collaborazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, oltre che di tecnici agronomici ed enologici.
Superando il cliché per cui “sui Colli Piacentini si fanno solo vini frizzanti”, la Malvasia e il Gutturnio fermi si sono dimostrati vini di grande personalità, in grado di poter ambire a un milgiore posizionamento sul mercato nazionale ed estero e alla costituzione di una specifica Denominazione di origine controllata e garantita (DOCG).
La volontà di elevare a DOCG questi due vini prodotti nel territorio dell’attuale DOC Colli Piacentini si accompagna con l’intenzione di allargare “verso l’alto” lo stesso territorio della DOC, andando a comprendere alcune zone di alta collina un tempo non vocate alla viticoltura, ma che oggi lo sono diventate a seguito dei cambiamenti climatici in atto e, in chiave futura, potrebbero offrire garanzie di elevata qualità enologica oltre a nuove opportunità di ripopolamento dell’entroterra piacentino.
All’interno della DOC sempre centrale rimarrà la produzione di vini frizzanti di alta qualità, che fino a oggi ha rappresentato il vessillo identitario di un territorio capace di raggiungere su questo fronte elevati picchi di piacevolezza e grande apprezzamento anche per la facilità di abbinamento con i prodotti gastronomici di punta dell’Emilia-Romagna.
A completare il percorso di revisione dei disciplinari saranno una maggiore valorizzazione della produzione spumantistica del territorio e una razionalizzazione dei vini previsti (attualmente 24) all’interno della DOC Colli Piacentini, con l’esclusione di alcuni di quelli oggi contraddistinti dalla prevalenza di vitigni internazionali o da produzioni quantitativamente limitatissime e poco rappresentative.