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wineblog di Giovanni Solaroli

ROTTENSTEINER, VINI “BOLZANINI” DI PRECISIONE

Bolzano d’estate è una delle città più calde d’Italia e soggiornarvi può rivelarsi davvero un’ impresa ardua. Ma basta inoltrarsi nelle immediate vicinanze per trovare oasi di fresco come quella che si incontra dirigendosi verso la Val Sarentino sede della cantina Rottensteiner. Mi sono ripromesso di andarci al più presto, dopo aver conosciuto, all’ultimo Vinitaly, i coniugi Judith e Hannes che dirigono la cantina di famiglia.

L’assaggio dei loro vini, dispiegato in un’ampia gamma, mi ha del tutto convinto che in Alto Adige si possono, e si fanno, vini che sanno restituire nel bicchiere il vitigno di origine in maniera piuttosto precisa e netta, sottraendosi al contempo al rischio di omologazione. Rottensteiner produce una articolata gamma di vini di gran qualità, percepita proprio a partire dalla linea base. Non è un caso che lo stemma aziendale sia uno Stambecco, animale noto per la robustezza, la forza ma anche per le sue doti di agilità ed equilibrio. La coppia alla guida dell’azienda è formata da Hannes che fa i vini, (e li spiega in modo superlativo) mentre la moglie Judith li vende, ma dietro c’è il lavoro di tutta la famiglia e dei collaboratori, o dipendenti, come nessuno osa più chiamare le maestranze. L’origine del nome della famiglia Rottensteiner è abbastanza intuitiva; tradotto letteralmente significa pietre rosse che si rifà ad un tipo di porfido molto diffuso nella regione. La cantina fu fondata nei primi anni ’50 e l’attività vinicola prevalente consisteva nella vendita di vino sfuso in Svizzera.  Negli anni 80, seguendo un naturale processo di crescita e di evoluzione la famiglia inizia a imbottigliare con proprie etichette facendosi notare per la qualità dei vini prodotti.

Considerando la dimensione media delle aziende vitivinicole famigliari altoatesine, Rottensteiner con i suoi 10 ettari di vigneto può considerarsi grandicella. E oltre a vinificare le uve di proprietà proveniente dai suoi 5 differenti masi, si rifornisce parzialmente da una piccola ma consolidata filiera di viticoltori locali che non avrebbero voglia e tempo di realizzare vini in proprio. I vini tipici di Bolzano sono il Lagrein e il St. Magdalener e nell’ articolata gamma di Rottensteiner sono ben rappresentati come è logico attendersi. Il Santa Maddalena doc ha una base ampelografica simile al Lago di Caldaro doc cioè una base 85% di Schiava e il resto altri vini rossi autorizzati dalla Regione. Nel Santa Maddalena l’aggiunta è consentita con Lagrein e Pinot nero. Queste, come tutte le altre denominazioni di origine, regolamentano in modo preciso le zone di produzione: il Santa Maddalena si produce a Bolzano e il Lago di Caldaro in un lungo elenco di comuni in provincia di Bolzano e Trento. Una parte dei vini Santa Maddalena doc può fregiarsi del titolo classico”, e le uve destinate al “classico” devono provenire dai vigneti delle seguenti aree di produzione: Santa Maddalena, Santa Giustina, San Pietro, Rencio, Coste. Ho imparato da Hannes che in Alto Adige si sta facendo un lavoro maniacale sullo studio dei collegamenti tra vitigni, suoli e altitudini, cercando ulteriori elementi di conoscenza indispensabili per progettare il futuro di una viticoltura più precisa e sostenibile, pratiche che nei 5 Masi gestiti dalla famiglia Rottensteiner si sta già mettendo in pratica.

REITERHOF. Il maso Reiter è il luogo di nascita di Toni Rottensteiner – lì dove un tempo tutto cominciò con una piccola osteria contadina. Oggi il maso è in possesso del nipote Klaus. Situato ad un’altitudine di 450 m nel borgo di San Pietro nella zona classica del Santa Maddalena, il maso ha un’esposizione verso sud-ovest con terreni sciolti ed argillosi in gran parte porfidici. La varietà principale è la Schiava, insieme allo Chardonnay e il Pinot Nero.

KRISTPLONER. Il maso Kristploner è il maso natale di Rosl Rottensteiner ed oggi è gestito dalla primogenita Evi. Il “Kristplonerhof” è sicuramente uno dei più vecchi masi dei dintorni di Bolzano, essendo menzionato già attorno all’anno 1000. Il maso era di proprietà del vescovo di Trento, motivo per cui la zona ancora oggi viene chiamata “Welschwinkel” (angolo italiano). Il “Kristplonerhof” è situato a Guncina, ad un’altitudine di 300-400 m con un’esposizione sud-est. I terreni sono abbastanza argillosi e porfidici e le varietà coltivate sono Schiava, Gewürztraminer e Pinot Nero. Da questo maso derivano due vini speciali: l’omonima schiava “Kristplonerhof” e il Gewürztraminer Passito “Cresta”.

HOFMANNHOF:Menzionato per la prima volta attorno al 1600, il “Hofmannhof” per un lungo periodo è stato di proprietà della dinastia delle porcellane Rosenthal finché fu acquistato dalla famiglia negli anni ’70. È il maso natale della giovane generazione Rottensteiner e oggi viene curato da Silvia, la figlia più giovane. Il maso si estende sia in pianura che in collina, ad un’altitudine compresa tra 270 e i 350 tale colline hanno un’esposizione che va da sud a sud-est con terreni sabbiosi e argillosi, prevalentemente porfidici, mentre in pianura si trovano i classici terreni alluvionali della conca di Bolzano, buoni specialmente per il Lagrein. Come varietà c’è il Lagrein in pianura e la Schiava in collina.

PREMSTALLERHOF: Sebbene il maso Premstaller non faccia parte della proprietà di famiglia, il maso e i suoi proprietari Svizzeri, la famiglia Vogel, sono molto legati alla famiglia Rottensteiner. Il “Premstallerhof” si trova a Santa Maddalena ad un’altitudine di 400 a 500 m ed è sicuramente non solo uno dei più grandi masi della zona, ma anche uno dei migliori dal punto di vista qualitativo. L’esposizione a sud-est si sposa con le condizioni orografiche più che favorevoli della zona del Santa Maddalena. Anche i terreni sciolti e porfidici attribuiscono eleganza a uno dei vini più importanti della DOC, la selezione “Premstallerhof”. Getrud Vogel lavora i vigneti del maso seguendo i principi biodinamici, lavorando quindi in massima armonia con la natura.

KÖFELEHOF: Il maso Köfele è il più giovane dei masi di proprietà della famiglia e viene curato da Hannes. Dal maso si ha una vista bellissima sulla torre Druso che è diventata , un po’, il simbolo della cantina. I vigneti del maso sono divisi sui comuni di Bolzano e Caldaro. Le colline di Bolzano con i suoi terreni sciolti e porfidici si prestano benissimo per la coltivazione della Schiava. In pianura invece prevalgono i classici terreni alluvionali che sono predestinati per la coltivazione del Lagrein. I terreni a Caldaro sono molto più calcarei. Qui crescono bene Gewürztraminer, Pinot bianco, Chardonnay e Pinot grigio.

In vendita nello shop aziendale: https://www.shop.rottensteiner.wine/it/

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