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RIECINE, 50 ANNI DI STORIA CHIANTIGIANA

  • Disclaimer: sono amico e collaboratore del Macchi, l’autore. E questo è il motivo per cui la mia recensione sarà particolarmente severa; non vorrei mai essere accusato di partigianeria.

Fin dalle prime righe sono rimasto attaccato come una cozza allo scoglio al libro che Carlo Macchi ha scritto su Riecine. Dopo aver letto la prefazione di Giovanni Manetti, attuale Presidente del Consorzio del Chianti Classico, e proprietario dell’azienda Fontodi, avevo posato il libro sul tavolino del salotto, in attesa di leggerlo. In quella posizione è rimasto fino a lunedì scorso, quando mia moglie mi ha imposto un aut aut: o lo leggi o te lo porti di sopra!

Allora l’ho agguantato, guardato in faccia e alla Nando Moriconi ho pensato: “perché mi guardi con quella copertina così rigida, quel formato così disagevole? Mi sfidi? Mò te distruggo, te leggo prima che t’accorgi che t’ho aperto”.  E così è stato!

Non è un romanzo giallo per cui non corro il rischio di svelarsi il finale che è “un lieto fine”:

“A Riecine è la vigna che parla e chi vinifica alla fine ha sempre rispettato quanto detto dal vigneto”.

Il libro, 200 pagine in solida carta opaca e di grammatura “antistrappo”, anch’essa pensata per essere tramandata alle future generazioni, narra la storia di Riecine, dall’acquisto nel 1971 da parte di John Dunkley e di Palmina Abbagnano sino ai giorni nostri attraverso 50 anni di storia. Cinquant’anni di storia di una sola azienda? Lo so! Già state pensando: < che du pa…, ehm! Forse è meglio se riprendo la lettura della Recherche!>.

E fareste un grosso, grasso errore! La genesi di Riecine, e la sua ascesa nell’area del Chianti Classico narrata attraverso i cambi di proprietà, e intrecciando il racconto con le vicissitudini storiche che hanno pervaso la campagna tra Firenze e Siena, possiede il fascino magico delle fiabe. Ma è storia vera, reale, tangibile e ben documentata dall’autore che, oltre ad aver svolto un egregio lavoro di ricerca in archivi storici, ha vissuto da spettatore in prima fila gli eventi narrati.

<…che cosa voleva dire produrre Chianti Classico nei primi anni settanta?….non per niente si ricorreva al taglio con uve che arrivavano…>  Ma non siete curiosi di dare una risposta a queste e ad altre domande che ancora non avete formulato? La scrittura del Macchi è precisa, avvincente e fluida, ma anche “spietata” nel non nascondere alcun granello di polvere sotto al tappeto.

foto tratta dal blog io e il vino di Lorenzo Colombo

RIECINE-50 anni di storia chiantigiana

Slow Food editore

Prezzo di copertina Euro 50,00

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