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wineblog di Giovanni Solaroli

La Grotta di Amadori, nel cuore della Romagna

La Romagna è bella, la Romagna è unica, la Romagna ha il mare, le colline e le montagne, la Romagna ha la piadina. In Romagna tutto è a portata di mano. E difatti bastano pochi kilometri per passare, dall’avvilente skyline della Via Emilia dominato da capannoni industriali, a paesaggi arcadici come quelli che vi offrono le colline cesenati. Panorami popolati da olivi, viti, cereali, frutta, sparuti paesini e rari casolari. Non siate pigri; ogni tanto evitate di passare le Domeniche nei centri commerciali (impressionante la quantità di persone che sbattono le une contro le altre, fissando uno schermo dello smartphone o la vetrina di un negozio) e sterzate verso l’entroterra. Potreste incappare in paesaggi reali e incontrare persone in carne e ossa. In uno di questi scenari da favola, contornato da vigne scoscese e da silenzi quasi innaturali, c’è anche l’azienda La Grotta. Giovanni Amadori, il proprietario, produce con la pazienza e la cura di un vero artigiano, vini solidi e polposi dai nomi dialettali; all’inizio vino principalmente sfuso ma poi, confortato dall’apprezzamento della clientela, Giovanni ha via via aumentato la quota dell’imbottigliato, ammodernando e rendendo la cantina autosufficiente. Dodici ettari di vigne, alimentate da suoli calcareo-argillosi ad una altitudine media di 230 metri slm, un habitat ottimale per la viticoltura. Più che ottimale per allevare, come fa Giovanni, vitigni tradizionali; sangiovese in primis, e poi albana, trebbiano e famoso e solo piccole quote di chardonnay. Questa è la stagione dell’esordio della prima annata di un bianco da uve famoso, non proprio una novità per il territorio cesenate, ma nella interpretazione di Amadori c’è un qualcosa di esemplare e rigoroso: profumato, floreale e didattico.  Nei tre sangiovese c’è invece la voglia di Amadori di richiamare l’attenzione sulla zona di Saiano, un’area considerata tutto sommato marginale nel panorama romagnolo e dimostrare invece che, se opportunamente interpretata, può dare luogo a rossi spontanei e originali. Come il Sallius, sangiovese superiore ottenuto dopo breve macerazione. Un rapidissimo passaggio in tonneau ne esalta il bouquet, delicatamente floreale e dai lievi accenni di ribes. Se cercate un vino di ottima beva, caratterizzato da tannini vivaci, ben smussati, e dotato di giusta freschezza e sapidità, il Sallius è una buona scelta. Costa una decina di euro.

Romagna Sangiovese Superiore Sallius

AZ. AGRICOLA LA GROTTA, VIA CIMADORI, 621

SAIANO DI CESENA

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