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wineblog di Giovanni Solaroli

Caparsa: Paolo Cianferoni e il coraggio di restare vignaiolo a Radda

Non bevevo una bottiglia prodotta da Caparsa da parecchio tempo. Amen! Paolo Cianferoni, il proprietario perdonerà questa mia distrazione, visto che ieri vi ho posto rimedio aprendo un suo Caparsa Chianti Classico 2016. Diciamo che mi sono distratto perché è mia ferma convinzione che i Chianti Classico d’annata andrebbero goduti nel breve periodo, evitando che il tempo sottragga loro quelle caratteristiche di freschezza e vitalità giovanile che li rendono cosi affascinanti.

C’è una premessa doverosa da fare per quei pochi al mondo che ancora confondono il Chianti con il Chianti Classico. La distinzione tra Chianti e Chianti Classico è abbastanza chiara: il Classico è la zona storica originale – quella tra Firenze e Siena con il Gallo Nero in etichetta – e ha un disciplinare più severo: minimo 80% Sangiovese (contro il 70% del Chianti normale), rese per ettaro più basse, invecchiamento obbligatorio e un territorio entro il quale sono state codificate 11 UGA (Unità Geografiche Aggiuntive o sottozone). Il Chianti generico copre un’area molto più vasta con sette sottozone diverse, regole meno stringenti, ma anche prezzi spesso più abbordabili.

Poi c’è la realtà del bicchiere. un Chianti Classico fatto male rimane un vino mediocre, e un Chianti generico da un bravo produttore può essere eccellente. Il disciplinare non fa miracoli. Ho bevuto Chianti Classico blasonati che erano banali, e Chianti “normali” da piccoli produttori che erano più interessanti e onesti. Dipende da chi c’è dietro, sempre.

Paolo Cianferoni è un vignaiolo di Radda in Chianti (Radda è una delle 11 uga) un paese piuttosto defilato ma che negli ultimi anni gode di un supplemento di popolarità grazie al lavoro (magnifico) dell’ associazione  “Vignaioli di Radda” che riunisce molti produttori di talento.

Se fino a una decina di anni fa un vino di Radda avrebbe potuto peccare di eccessi di austerità, oggi si caratterizzano per eleganza e finezza. Radda è tra le UGA più elevate (400-650 m), insieme a Gaiole, questo comporta escursioni termiche più marcate, vendemmie più avanti nel tempo, vini con acidità vibrante e grande eleganza aromatica. Nel territorio di Radda c’è un mosaico di alberese(roccia calcarea compatta che dona tensione e mineralità) e galestro(scisto friabile che favorisce finezza e morbidezza). (n.b. grazie a: Atlante Chianti Classico di Alessandro Masnaghetti e Paolo De Cristofaro)

Paolo Cianferoni è un vignaiolo vero, nel senso pieno del termine: coltiva personalmente le sue vigne, segue la cantina e ha sempre mantenuto una visione coerente, lontana dalle mode e dalle scorciatoie del mercato. Il suo approccio è schiettamente artigianale e contadino, fondato su agricoltura biologica (praticata ben prima che diventasse una tendenza) e su un profondo rispetto per la vitalità del suolo e del paesaggio chiantigiano.

Nelle sue vigne — circa 12 ettari tra i 400 e i 500 metri di altitudine — si producono esclusivamente sangiovese e pochi altri vitigni tradizionali che danno vita ad una gamma di vini solidamente ancorata al territorio di origine. Chianti Classico DOCG “Caparsa”, Chianti Classico Riserva DOCG “Caparsino”, Chianti Classico Riserva DOCG “Doccio a Matteo”, Rosso di Caparsa IGT/Toscana, Bianco IGT Toscana “Caparsino” — blend Trebbiano + Malvasia Bianca e uno straordinario Vin Santo — metodo tradizionale. Il C.C. 2016 Caparsa, figlio di un’annata regolare con notevoli escursioni termiche, è (era!) una ottima bottiglia, ricca di vitalità e con ancora un bel frutto in evidenza. Struttura solida senza eccessi con tannini molto fini. Insomma, avete capito!

Ad aprile 2025, Paolo Cianferoni è diventato l’unico proprietario di Caparsa, acquisendo le quote dei suoi due fratelli. Una decisione presa dopo aver consultato i suoi cinque figli che hanno manifestato la volontà di continuare l’attività.  Paolo, a quasi 67 anni, ammette che l’esborso economico è “oltre le reali possibilità” per un coltivatore diretto, non essendo “un fondo di investimento, un grande gruppo, una banca o un’assicurazione”. Tuttavia, ha voluto garantire ai figli “una buona carta per vivere” e proseguire nel solco iniziato nel 1965 dal nonno Reginaldo. Forza Paolo! Hai un gran coraggio.

Una felicissima espressione di un Chianti Classico di Radda. Fresco, con un frutto ancora pimpante e una tannicità che sfiora il setoso. Grande bottiglia.

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