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wineblog di Giovanni Solaroli

CHIANTI CLASSICO COLLECTION 2023

I Chianti Classico 2021 già buoni oggi, ma forse meglio domani

Nessuna anteprima al mondo ha il fascino della Chianti Classico Collection (C.C.C.) e degustare alla Leopolda è sempre un piacere, spazi enormi, tavoli distanziati e comodi, luci adeguate e tanti vini da degustare, nonostante quel maledetto Murphy e la sua legge questa volta ci abbiano voluto mettere gli zampetti.

«Se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può andare male, allora andrà di sicuro in quel modo.»

A metà mattina della prima giornata l’app per ordinare i vini alle postazioni riservate alla stampa, ha smesso di funzionare. Qualcosa è andato in tilt, come un flipper se lo agiti troppo, e così si è ritornati al vecchio sistema dei foglietti amanuensi. Per fortuna, sia i sommelier di servizio che il personale del Consorzio del Chianti Classico si sono rimboccati le maniche e ci hanno messo una pezza “riparatrice”. Alla fine abbiamo potuto degustare in modo appropriato.

2023, la trentesima edizione della C.C.C., si è aperta con numeri da record: oltre 200 produttori con più di 750 etichette presenti, numeri impressionanti.

As usual, la vera anteprima per il sottoscritto ha uno scopo ben preciso: farsi una prima, primissima idea della nuova annata e non scandagliare tra le etichette alla ricerca di perle preziose; per quelle ci sarà tempo.

La nuova annata è la 2021, presente con 66 campioni inclusi qualcuno, pochi in effetti, contrassegnati come “campione da botte”, e l’annata 2020 per le versioni Riserva e Gran Selezione. Da sempre ho la convinzione che il carattere di una vendemmia si possa capire meglio sui C.C. d’annata e su quelli mi sono focalizzato.

Ebbene, questa 2021 a mio avviso, mostra la maturità raggiunta dalla stragrande maggioranza dei produttori di quest’area e la loro capacità di affrontare i disagi e le difficoltà di annate calde e siccitose come la 2021. Ci si poteva aspettare vini dai tratti surmaturi o calorici, invece molti vini sono caratterizzati da freschezze importanti e probabilmente non ancora del tutto integrate. Al momento pare mancare un filino di ciccia, o di frutto se preferite, ma la mia sensazione è che quest’annata svelerà la sua piacevolezza ed il suo vero carattere dopo qualche mese di bottiglia. Forse non sarà mai un’annata stratosferica ed equilibrata come la 2019, ma nulla toglie alla sua piacevolezza di beva, già evidente adesso.

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