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wineblog di Giovanni Solaroli

CHIANTI CLASSICO COLLECTION 2025

ORGANIZZAZIONE CHE RASENTA LA PERFEZIONE CON UN INAPPUNTABILE SERVIZIO DI SOMMELLERIE A CURA DI A.I.S. TOSCANA

Credetemi, non c’è posto migliore per assaggiare vini che la Leopolda di Firenze. E, come di consueto, la Chianti Classico Collection si svolge negli immensi e confortevoli spazi della vecchia Stazione. In scena la presentazione delle nuove annate più una corposa selezione di annate più vecchie. Per noi della stampa c’è a disposizione una delle due grandi ali, con postazioni e servizio di vini al tavolo a cura della potente Associazione Italiana Sommelier. Nell’altra ala, di eguali dimensioni, ci sono i produttori per il cosiddetto “walk around tasting”. Quindi, da una parte i giornalisti e dall’altra il pubblico e gli operatori di settore che possono accreditarsi gratuitamente nei gg precedenti. Una due giorni durante i quali si sono svolti alcuni eventi collaterali tra i quali l’assegnazione del Premio “Giulio Gambelli”, la presentazione del nuovo libro di Carlo Macchi dedicato a Giulio e il 4° Master del Chianti Classico riservato ai Sommelier AIS. Uno spazio, non poi così piccolo, è stato riservato anche agli EVO con una nutrita selezione.

I vini a disposizione per l’assaggio erano oltre 500, dalle nuove annate Chianti Classico 2023, (54 vini) Chianti Classico Riserva (40vini) e Gran Selezione 2022(15 vini) fino a qualche Gran Selezione 2016. Nel mezzo, di tutto! Impossibile assaggiarli tutti, ovviamente. Per tentare di capirci qualcosa, spesso per me è un esercizio vano, cerco di assaggiare solo le nuove annate in presentazione. Purtroppo poi, scorrendo l’elenco dei vini, mi faccio prendere la mano e la curiosità di assaggiare qualche vino più maturo ed evoluto, prende il sopravvento. 

Chianti Classico annata 2023: Nonostante le avversità meteo dell’annata e grazie alle possibilità offerte dalla estensione della denominazione, non sono mancati i vini interessanti. Certo, non nelle proporzioni dell’annata precedente, ma comunque in numero discreto. Difficile poi ipotizzare come saranno dopo l’estate, presumibilmente migliori, con le acidità più integrate e i tannini un filo più risolti. Al momento tuttavia mi sono sembrati un po’ carenti in struttura e questa è una caratteristica difficile da correggere.  In ogni caso si può azzardare una considerazione e cioè che l’annata ha fatto emergere le qualità del lavoro in cantina. Mi spiego meglio: Un’azienda che nelle grandi annate ha fatto  solo un vino buono e non straordinario, in questa annata è riuscita a fare comunque un vino buono. Faccio un esempio su tutti: Il C.C. di Banfi che non mi ha mai convinto, quest’anno mi è sembrato discreto. Tutto chiaro? La mia Top Ten: Brancaia, Buondonno, Castellare di Castellina, Castello di Monsanto, Castello di Vicchiomaggio-Guado Alto, Fattoria San Giusto a Rentennano, Felsina, Gagliole-Rubiolo, L’erta di Radda e Rocche di Castagnoli.

Chianti Classico Riserva 2022: Una goduria vera e propria: struttura potente senza eccessi, eleganza, finezza nei profumi, slancio e di conseguenza grande bevibilità. Legni non pervenuti, finalmente una batteria di vini non roverosi e declinati su quel bel frutto pimpante che ravviva anche i palati più ritrosi. La mia Top Ten: Brancaia, Capannelle, Castellare di Castellina, Castello Vicchiomaggio-Agostino Petri, San Giusto a Rentennano-Le Baroncole, L’Erta di Radda, Maurizio Alongi-Vigna Barbischio, Monte Bernardi, Poggerino-Vigna Bugialla, Riecine.

Non ho potuto fare a meno di assaggiare qualche riserva dell’annata 2021, e tre le ho trovate straordinarie: Castello di Ama-Montebuoni, Castello di Monsanto e al top dei top Istine-Le Vigne.

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