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wineblog di Giovanni Solaroli

BIANKO, IL VINO DI MACONDO

non si chiama Aureliano Buendia ma Lorenzo Catasta

Sabato 25 marzo ne stavo al banco di accoglienza di Esperienze di Vitae, la vetrina dei vini premiati dalla nostra guida nazionale, ad accogliere i produttori accreditati, quando si è presentato un signore che si è qualificato come Cantina Macondo dalle Marche. Credendo in una battuta di sano humour qualcosa mi è scattato dentro e l’ho salutato con un “Aureliano, Buendia!”. Ci siamo capiti al volo con questo simpatico produttore e così, incuriosito come uno scimpanzè, sono andato ad assaggiare il suo unico vino prodotto e a scambiare quattro chiacchere con il titolare, Lorenzo Catasta da Cupra Marittima. Il suo percorso formativo nel vino inizia da Oasi degli Angeli ma ben preso vuole iniziare a fare vino in proprio. I suoi sogni si materializzano sotto forma di due piccoli vigneti a Cupra Marittima e a Montefiore dell’Aso e così rinasce il nuovo Lorenzo Catasta da Macondo nelle Marche. Il vino che AIS ha premiato, l’unico prodotto, si chiama Bianko ed è fatto da trebbiano e pecorino. Gli auguro tanta fortuna perché il progetto contiene molto di ambizioso ed allo stesso tempo di visionario e vivere senza sogni ed ambizioni deve essere qualcosa di veramente triste. Il Bianko è un vino “Burgundi Style” ben riuscito, fermentazione in legni e prezzi importanti. Nell’Italia centrale è uno stile che ha avuto qualche antenato, il Cervaro della Sala (chardonnay e grechetto) e che ha segnato una stagione importante del vino italiano. Andate a trovarlo e ad assaggiare questo vino Bianko ma colorato di sogni.

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