Kendall-Jackson Vintner’s Reserve Chardonnay: lo Chardonnay più venduto d’America compie trent’anni
Per noi giornalisti una delle occasioni per assaggiare vini provenienti da ogni parte del mondo è quella di essere invitati dai vari distributori nelle giornate dedicate a stampa e HO.RE.CA. Sono momenti preziosi per chi non ha il tempo e i mezzi necessari: tutti sanno che il giornalista eno-gastronomico è la figura professionale meno pagata, quando addirittura non ci rimette in solido per poter scrivere e informare i lettori. L’ultima alla quale ho partecipato l’ha organizzata a Predappio, presso l’azienda Condè il distributore Pellegrini che ha in portafoglio nomi davvero eccellenti. Nomi che già conoscete e quindi è d’obbligo segnalarvi qualche novità interessante.
Il produttore
Kendall-Jackson nasce nel 1982, ma la storia comincia prima: nel 1974 la famiglia Jackson acquista il primo vigneto, e quello che doveva essere un progetto secondario diventa presto una vocazione di famiglia. La cantina si stabilisce nelle zone costiere fresche della California, tra montagne, creste e pendii — un territorio che oggi rivendica un impegno concreto verso la sostenibilità: oltre metà della superficie dell’azienda è lasciata allo stato selvaggio per tutela della biodiversità, tutti i vigneti sono certificati CCSW (California Certified Sustainable Winegrowing), e Kendall-Jackson è Gold Member dell’International Wineries for Climate Action. Dietro la qualità costante c’è anche un nome solo: Randy Ullom, capo enologo da oltre 30 anni, nominato “American Wine Legend” da Wine Enthusiast nel 2022.
La zona
Le uve per il Vintner’s Reserve arrivano principalmente da tre zone costiere californiane — Monterey County, Santa Barbara County e Mendocino County — accomunate da un clima fresco che permette allo Chardonnay di mantenere acidità e freschezza anche in un contesto generosamente soleggiato come quello californiano.
La gamma
Il Vintner’s Reserve è la linea “base” (ma tutt’altro che semplice) della cantina: oltre 1.000 lotti vinificati singolarmente e affinati in barrique di rovere francese e americano prima dell’assemblaggio finale, con pressatura a grappolo intero e affinamento sur lie con bâtonnage mensile — tecniche da vino ben più impegnativo del prezzo che suggerisce. Non a caso, è lo Chardonnay più venduto d’America da quasi trent’anni.
Al di sopra, la linea Grand Reserve propone espressioni più selettive, legate alle zone storiche della California, mentre le etichette Jackson Estate rappresentano il vertice qualitativo, con vigneti singoli e produzioni più limitate.

E’ uno Chardonnay tipicamente Californiano, con un bouquet aperto di frutta tropicale, burro, nocciole tostate e miele. La bocca pare disegnata con un micrometro al laser, tanto è precisa e calibrata nell’esibire le componenti. Cremoso ma anche con una certa verve acida. Dice il produttore che le uve provenienti dalla contea di Santa Barbara conferiscono note di frutta tropicale, mentre la quelle di Monterey forniscono una spina dorsale di agrumi. Mendocino apporta un sentore di buccia di mela verde e Sonoma offre una pera saporita. Tutti provenienti da vigneti freschi e costieri, i frutti combinati danno vita a un vino davvero delizioso. Gli credo sulla parola non essendo mai stato in California. Da servire a temperatura fresca ma non troppo: 14 gradi sarebbe quella ideale per accompagnare carni bianche o pesce.