Cesani, il vino che nasce dalla terra di Pancole
San Gimignano (Siena) — A pochi chilometri dalle torri di San Gimignano, lungo il tracciato della Via Francigena, la strada scende dolcemente verso la piccola frazione di Pancole. Ad accompagnare il viaggio, poco prima di Certaldo, un lungo viale di cipressi — meno noto di quello, celebre, di Bolgheri, ma non meno suggestivo — introduce già al paesaggio che mi aspetta. È un paesaggio di crinali dolci coperti di vigneti e oliveti, tagliati da filari di cipressi e da qualche bosco ceduo nei valloni più ombrosi. La terra è chiara, sabbiosa, con quei caratteristici affioramenti di sabbie plioceniche — un tempo fondale marino, oggi terreno ideale per la Vernaccia. Sullo sfondo, quasi sempre, le torri di San Gimignano che spuntano tra le colline, punto di riferimento visivo per chilometri. È una Toscana meno scenografica del Chianti classico, più intima e meno battuta, ma con la stessa luce calda e lo stesso ritmo lento fatto di case coloniche, strade bianche e silenzio. Qui nasce la Vernaccia di San Gimignano, una delle denominazioni più antiche d’Italia, e qui la famiglia Cesani la produce da tre generazioni, nel pieno rispetto del biologico certificato.

Qui, tra filari ordinati e distese di ulivi, si trova l’Azienda Agricola Cesani, una realtà a conduzione familiare che dal 1949 racconta il territorio senese attraverso il vino.
Non è da tutti passare i pomeriggi liberi tra le mura di un hotel. Anche oggi, invece di oziare, ho preferito allontanarmi dalle degustazioni ufficiali per la guida Winesurf al Consorzio del Chianti Classico e spingermi fino a San Gimignano, a scoprire una realtà che conoscevo solo di nome: l’Azienda Cesani.
Una storia di famiglia lunga tre generazioni
Tutto comincia quando Guido e Annunziata Cesani acquistano un primo appezzamento di terra con una piccola casa in località Pancole. Da allora l’azienda è cresciuta di pari passo con la famiglia, fino ad arrivare oggi a circa 35 ettari complessivi, di cui una ventina vitati, insieme a oliveti, seminativi e bosco ceduo. Alla guida c’è ancora Vincenzo Cesani, che ha portato avanti la scelta, compiuta a partire dal 2008-2009, della conversione al biologico certificato. Al suo fianco lavorano oggi le figlie Letizia e Marialuisa, che hanno contribuito a trasformare quella che era una piccola realtà contadina in una dinamica azienda agricola, capace di affiancare alla produzione la parte di accoglienza: una sala degustazioni e un servizio ospiti curato, con accoglienza multilingue affidata, tra le altre, a Susanna, che guida i visitatori attraverso i wine tasting aziendali.
«Solo chi conosce le proprie uve sa come lavorarle. Per questo ho deciso di farlo io stesso», ripete da sempre Vincenzo Cesani, sintesi di una filosofia che percorre l’intera filiera aziendale: dalla coltivazione alla vinificazione, fino all’imbottigliamento e alla vendita diretta.
Il territorio della Vernaccia di San Gimignano: tre anime, un solo carattere
I vigneti dell’azienda non sono concentrati in un unico corpo, ma distribuiti in tre zone dal carattere diverso — Pancole, San Paolo e Cellole — tutte poste a circa 300 metri di altitudine, con esposizione a est e terreni di origine marina, ricchi di depositi pliocenici e prevalentemente sabbiosi. Condizioni pedoclimatiche che si rivelano ideali per la maturazione del Sangiovese e, soprattutto, della Vernaccia di San Gimignano, il vitigno bianco che rappresenta l’identità stessa del territorio.
Le etichette: quando il nome racconta la terra
Cesani produce circa 130.000 bottiglie l’anno, suddivise in otto diverse tipologie di vino. Ma è nei nomi delle etichette che si legge il legame più stretto tra l’azienda e il proprio territorio.

La Vernaccia di San Gimignano Sanice Riserva, punta di diamante della produzione, prende il nome da un anagramma dello stesso cognome Cesani: un gioco linguistico che trasforma l’identità familiare in un’etichetta.
Ancora più curiosa l’origine del nome Clamys, altra interpretazione di Vernaccia ottenuta da vigne che superano i quarant’anni d’età: il termine richiama le conchiglie fossili — le clamydi — che punteggiano i terreni pliocenici su cui sorgono i vigneti aziendali, testimonianza silenziosa di un tempo in cui quelle stesse colline erano fondali marini. Nella sala accoglienza dell’azienda, non a caso, alcuni di questi fossili sono esposti accanto alle bottiglie, a memoria diretta di quella storia geologica.

Accanto ai bianchi, la produzione si completa con vini rossi di carattere: il Chianti Colli Senesi, il Ciliegiolo Toscana IGT Serisè il Toscana IGT Luenzo, Sangiovese in purezza, e il Cèllori, San Gimignano Rosso DOC che unisce il Merlot al terroir locale, e poi l’immancabile Toscana IGT Rosato. Non manca una linea di bollicine, il Sor L, Vino Spumante Extra Brut Rosé — e anche qui il nome nasconde un gioco, questa volta degno di un vero rebus: “Sor L” si legge “sorelle”, omaggio a Letizia e Marialuisa Cesani, le due sorelle che oggi portano avanti l’azienda di famiglia. Un piccolo enigma che è anche una firma: l’enigmistica è infatti la passione di Letizia, e il nome dello spumante ne è la prova più diretta.

Non solo vino
Oltre alla vigna, l’azienda coltiva ulivi per un ottimo olio extravergine e, dal 1999, lo zafferano, riportando in vita a San Gimignano una tradizione contadina che si era persa nel tempo. Nelle vecchie case coloniche, le stesse dove arrivarono Guido e Annunziata con i loro quattro figli, oggi si pratica anche attività agrituristica: dieci camere e un appartamento panoramico accolgono i visitatori che vogliono scoprire da vicino la cantina, partecipare a una degustazione guidata o semplicemente godersi il paesaggio dalla terrazza.
Azienda Agricola Cesani — Loc. Pancole, 82/D, San Gimignano (SI) — www.cesani.it