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wineblog di Giovanni Solaroli

VILLERS-MARMERY , L’ISOLA DI CHARDONNAY NEL MARE DEL PINOT NERO

LA REGIONE DELLA CHAMPAGNE RISERVA SEMPRE PIACEVOLI E INASPETTATE SORPRESE E LA MAISON A. MARGAINE E’ UNA DI QUESTE

La Champagne è sempre un viaggio che vale la pena di fare, in ogni stagione c’è sempre qualcosa di bello da vedere. In primavera la regione si risveglia, le viti iniziano il loro ciclo vegetativo con lo “sboccio” dei primi germogli e il paesaggio si colora gradualmente di verde. L’estate invece è il regno della luce, le giornate sono luminose e lunghe, e i vigneti sono nel pieno del loro splendore.  In questo periodo si possono anche visitare le installazioni artistiche temporanee del Festival Vign’Art, che punteggiano i vigneti. In autunno c’è la vendemmia, forse è meglio evitare di “rompere” chiedendo appuntamenti e visite anche se i paesaggi offrono scorci idilliaci e l’energia che si respira è travolgente. In Inverno fa freddo, ma le geometrie che disegnano i campi hanno un fascino irresistibile, specie se beccate una nevicata. È il modo più evidente per capire il valore delle esposizioni.

Foto by: Thierry Fricotteaux

La regione storica e quella amministrativa

La regione storica della Champagne è l’antica provincia francese che corrispondeva approssimativamente al territorio di cinque dipartimenti attuali: Aisne, Aube, Alta Marna, Marna, e Senna e Marna . Questa regione storica è molto più ampia dell’area viticola ed era un’importante entità politica e culturale fino alla Rivoluzione Francese. La Champagne faceva parte della regione amministrativa Champagne-Ardenne, che dal 2016 è confluita nella più grande regione del Grande Est.  La zona viticola AOC Champagne, legalmente definita per la produzione dello champagne, stabilita nel 1927, copre circa 34.300 ettari (343 km²) distribuiti su 319 comuni . Questa è in realtà solo una piccola porzione della regione storica, specificamente dedicata alla viticoltura. Un’area decisamente troppo vasta per addentrarvisi senza avere un piano di viaggio. Un programma che potrebbe avere diversi piani di lettura, come quello di cercare delle specificità o piccole irregolarità degne di essere approfondite. Come questa di Villers-Marmery che scoprii qualche annetto orsono e che ora è riemerso dai miei taccuini. Ogni volta, sempre troppo poche in realtà, che mi trovo a percorrere le strade della Montagne de Reims, trovo sempre qualcosa di affascinante e a volte scopri che non tutto è come te lo aspettavi. In mezzo a colline dominate dal Pinot Noir, con nomi mitici come Verzy, Verzenay e Bouzy, esiste un piccolo villaggio che canta una melodia diversa: Villers-Marmery. Qui il protagonista non è il Pinot Noir, ma lo Chardonnay. Non parliamo di una semplice preferenza varietale, ma di una vera e propria scelta di campo: il 98,1% dei 246,3 ettari vitati di questo comune è coltivato a Chardonnay, mentre appena l’1,9% ospita Pinot Noir; un’isola bianca in un mare rosso. Ed è proprio in questa terra “eretica” che nasce una delle espressioni che incontrano il mio gusto e non fanno a cazzotti con il mio portafoglio: gli Champagne A. Margaine.

Un terroir unico, una famiglia fedele alla sua identità

La storia della maison comincia nel 1910 con Auguste Margaine, ma è con le generazioni successive che il nome inizia a imporsi tra i connaisseurs. Oggi è Arnaud Margaine, affiancato dalla figlia Mathilde, a portare avanti il lavoro con una visione che mescola fedeltà al terroir, curiosità e precisione enologica. Una visita a questa cantina è obbligatoria per chiunque voglia comprendere fino in fondo le potenzialità dello Chardonnay in Champagne al di fuori della Côte des Blancs. Villers-Marmery è classificato Premier Cru, ma ciò che lo rende speciale è la sua natura calcarea e il microclima fresco, che esaltano la verticalità e la finezza dello Chardonnay. I vigneti di A. Margaine si estendono per circa 10 ettari, suddivise in 48 parcelle diverse e coltivati in larga parte a Chardonnay (oltre il 90%) e in piccola misura a Pinot Noir, vinificati separatamente. Degustando i vini di A. Margaine, si percepisce subito la mano di un produttore che non rincorre mode, ma coltiva coerenza e profondità. Le fermentazioni avvengono in acciaio per preservare la freschezza varietale, ma l’uso sapiente delle riserve in solera dona complessità e continuità alle cuvée. Il dosaggio è sempre misurato, quasi timido, perché a parlare deve essere il vino, non lo zucchero.

Tra le Cuvée più significative

  • Le Brut Premier Cru: la cuvée d’ingresso, ma con un’anima già piena. Chardonnay in purezza o con piccole percentuali di Pinot Noir, si presenta con profumi di mela, agrumi e un tocco di brioche. La bocca è tesa, salina, con una bella energia minerale. Perfetto aperitivo ma anche a tavola con crudi di pesce o primi delicati.
  • Le Demi-Sec: una versione più rotonda e gourmand, ma sempre con quel filo di eleganza che non molla mai la presa.
  • Spécial Club: la cuvée di punta, prodotta solo nelle annate migliori e imbottigliata nella tipica bottiglia “clavate” del Club Trésors de Champagne. Uno Chardonnay in purezza da vecchie vigne, vinificato con cura estrema, capace di evolvere splendidamente per anni. Raffinato, floreale, con una complessità debordante.

A. Margaine è una di quelle maison che piacciono a chi cerca Champagne d’autore, lontani dalla standardizzazione delle grandi marche. È il classico “grower” che lavora con le mani nella terra e la testa nel bicchiere, ma senza eccessi ideologici. Un artigiano che crede nel valore del tempo, del dettaglio e della coerenza. Se amate lo Chardonnay di Champagne, quello fine, preciso, autentico, allora Villers-Marmery è una tappa obbligata. E tra le voci di questo villaggio, quella di A. Margaine merita un ascolto attento, calice alla mano.

  • Le Brut: il 70% non ha svolto malolattica, vino base 2021 vini di riserva 2012,2018,2019,2020, (7 gr. residuo) e 10% di pinot nero.
  • L’Extra-Brut: vino base 2021, senza malolattica, 30% elevato in legni, (3gr residuo) 100%chardonnay
  • La Cuvée M: riserva perpetua 2002-2018 con rinnovo annuale del 25%, solo acciaio, malolattica parziale, (4 gr residuo) 2% pinot nero.

Potete chiedere listini e info scrivendo a: contact@champagnemargaine.com

🍾 Consiglio di servizio: provate Le Brut a 10-12°C in un calice da vino bianco, non flute. Lasciatelo respirare qualche minuto. Vi parlerà con calma, ma quando lo farà… spero ne apprezziate il linguaggio.

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