Satiswine.it

wineblog di Giovanni Solaroli

LA FRANCIACORTA DI CAMOSSI

Sotto la superficie apparentemente tranquilla delle colline della Franciacorta si nasconde un mondo sotterraneo complesso e affascinante.

La Franciacorta, situata nella provincia di Brescia in Lombardia, rappresenta la terza zona spumantistiche d’Italia per estensione, dopo il Prosecco e il comparto dell’Asti. Con circa 3.000 ettari vitati e più di un centinaio di produttori, (per i dati più precisi consultate il sito del Consorzio) la Franciacorta offre al consumatore innumerevoli possibilità di scelta. Tra le molte etichette e le varie tipologie credo proprio che sarà difficile non trovare una bottiglia che possa piacere. Questa regione, che si estende per circa 200 km² tra il Lago d’Iseo e le colline moreniche, offre inoltre paesaggi molto belli ed una ricettività funzionale, costituita sia da alloggi popolari che resort esclusivi. Dal punto di vista geologico, la Franciacorta presenta un mosaico di terreni di straordinaria complessità, risultato dell’ultima glaciazione quaternaria. I suoli sono prevalentemente di origine morenica, formati dall’accumulo di detriti trasportati dai ghiacciai che un tempo ricoprivano la zona. Questa composizione geologica varia notevolmente: si passa da terreni calcarei ricchi di scheletro e drenanti nella zona collinare, a suoli più profondi e argillosi nelle aree pianeggianti. Le morene più antiche presentano un’elevata componente ferrosa che conferisce al terreno caratteristiche tonalità rossastre, mentre quelle più recenti mostrano una matrice calcarea con abbondanti ciottoli. Questa diversità pedologica, unita alle variazioni altimetriche che oscillano dai 200 ai 500 metri sul livello del mare, contribuisce in modo determinante alla complessità aromatica che contraddistingue i vini della regione.

La storia moderna del Franciacorta come spumante inizia negli anni ’60, quando l’enologo Franco Ziliani produsse il primo spumante metodo classico per l’azienda Guido Berlucchi. Tuttavia, la tradizione vinicola della zona risale all’epoca romana, come testimoniato da reperti archeologici e scritti di Plinio il Vecchio. Il nome “Franciacorta” deriva probabilmente da “Francae Curtes”, riferendosi alle corti franche, ovvero comunità che godevano di esenzioni fiscali durante il dominio dei monaci benedettini nel Medioevo.

Nel 1967 il Franciacorta ottenne la DOC, ma la svolta decisiva avvenne nel 1990 con la fondazione del Consorzio per la tutela del Franciacorta. Nel 1995 raggiunse la denominazione DOCG, il più alto riconoscimento per i vini italiani, diventando il primo spumante italiano prodotto esclusivamente con il metodo classico a ottenere tale status. Uno status piuttosto articolato che si declina in diverse tipologie:

  1. Franciacorta (tipologia base) 
    1. Affinamento minimo: 18 mesi sui lieviti (25 mesi dalla vendemmia)
    1. Uve: Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco (max 50%), ed Erbamat (max 10%)
  2. Franciacorta Satèn
    1. Affinamento minimo: 24 mesi sui lieviti
    1. Pressione massima: 5 atmosfere (inferiore agli altri Franciacorta)
    1. Uve: solo bianche (Chardonnay in prevalenza, Pinot Bianco max 50%, Erbamat max 10%)
    1. Esclusivamente nella versione Brut
  3. Franciacorta Rosé
    1. Affinamento minimo: 24 mesi sui lieviti
    1. Uve: presenza obbligatoria di Pinot Nero (minimo 35%), con Chardonnay, Pinot Bianco (max 50%) ed Erbamat (max 10%)
  4. Franciacorta Millesimato
    1. Affinamento minimo: 30 mesi sui lieviti
    1. Uve: minimo 85% dell’uva proveniente dalla stessa vendemmia
    1. Può essere prodotto in tutte le tipologie di dosaggio
  5. Franciacorta Riserva
    1. Affinamento minimo: 60 mesi sui lieviti
    1. Solo versione millesimata
    1. Può essere prodotto in tutte le tipologie di dosaggio

Inoltre, in base al dosaggio zuccherino, i Franciacorta possono essere classificati come:

  • Pas Dosé/Nature/Zero: fino a 3 g/l di zuccheri residui
  • Extra Brut: fino a 6 g/l
  • Brut: fino a 12 g/l
  • Extra Dry: tra 12 e 17 g/l
  • Dry/Sec: tra 17 e 32 g/l
  • Demi-sec: tra 33 e 50 g/l

Sono parecchi i produttori che incontrano il mio gusto e Camossi è senz’altro tra questi: non ho ancora trovato nella sua gamma una bottiglia che non fosse men che buona. Camossi è un’azienda a conduzione familiare fondata da Pietro Camossi nel 1996, guidata dal 2002 dai fratelli Claudio e Dario Camossi. I vigneti dell’azienda si estendono per 30 ettari e sono dislocati in 5 comuni franciacortini: Erbusco, cuore della Franciacorta dove ha sede l’azienda, Paratico, all’estremo ovest della Franciacorta, affacciato sul Lago D’Iseo, Provaglio D’Iseo, nella zona prealpina a nord est della Franciacorta, Passirano e Cologne, ai piedi del Monte Orfano. La produzione si attesta sulle 70.000 bottiglie, tutte prodotte senza aggiunta di zuccheri esogeni, (Metodo SoloUva) sia nella fase di tiraggio che in quella di dosaggio finale. Grandissima importanza viene data ai lunghi affinamenti sui lieviti per tutte le riserve con il progetto CR, che riprende le iniziali dei cognomi Camossi e Rescali, genitori di Dario e Claudio. A loro spetta il merito di aver imbottigliato 1997 la prima bottiglia di Franciacorta, che rappresenta la massima espressione del territorio franciacortino con 142 mesi “sur lies” e oltre.  

La gamma di prodotti Camossi comprende le classiche tipologie di Franciacorta: Brut, Satèn, Rosé e Pas Dosé. Personalmente apprezzo in modo particolare il loro Franciacorta Satèn, prodotto esclusivamente con uve Chardonnay, che incarna quell’equilibrio tra cremosità e vivacità, tipico di questa tipologia unica nel panorama spumantistico italiano. Ma ecco tutta la gamma

  • Franciacorta Satèn Brut, uve: 100% Chardonnay, affinamento: 24 mesi sui lieviti
  • Franciacorta Extra Brut, uve: 80% Chardonnay, 20% Pinot Nero, affinamento: 24 mesi sui lieviti
  • Franciacorta Dosaggio Zero, uve: Chardonnay e Pinot Nero
  • Franciacorta Rosé Extra Brut, uve: principalmente Pinot Nero
  • Franciacorta Brut, uve: Chardonnay e Pinot Nero
  • Franciacorta Blanc de Blancs Extra Brut Riserva, uve: 100% Chardonnay
  • Franciacorta Riserva “Pietro Camossi” Extra Brut, uve: Chardonnay e Pinot Nero
  • Franciacorta Dosaggio Zero Riserva “CR143”

Non c’è nient’altro che io possa aggiungere oltre al classico consiglio di: verificate sempre di persona!

Credit foto: Consorzio Franciacorta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *