Tito 2020 di Tenuta Villa Rovere sul podio di Winehunter.it
Quando uno crede di sapere tutto, ecco che arriva puntuale la smentita. Questa felice notizia del premio alla cantina forlivese Tenuta Villa Rovere mi era proprio sfuggita. Non un premio qualunque ma un bel “Bollino Rosso” assegnato al rosso Tito 2020 dai “cacciatori di vino” del Merano Wine Festival. Il progetto dell’imprenditore riminese Alessandro Annibali (New Factor, Mister Nut, Noci di Romagna) assiema l figlio Tito, ottiene così il meritato successo. Premiato anche il Nocino Terre di Romagna, che sancisce la solidità della filiera delle noci in terra romagnola. Filiera che l’azienda di Annibali ha costruito nel tempo stabilendo una rete di alleanze con gli agricoltori. Tenuta Villa Rovere è una cantina relativamente giovane ma che sta crescendo grazie alla passione di una famiglia legata al territorio ed alle sue eccellenze. I vigneti sono racchiusi tra il fiume Montone e il Canale dei Mulini, su terreni franco limosi, fatti di sabbie ricche di silicio e ciottoli e delimitati da alberi ad alto fusto. Un terroir che rende difficile e sofferta la crescita della vigna, e che al contempo consente la nascita di vini unici e distintivi. Quella di Villa Rovere, di puntare all’inizio sui vitigni internazionali, è stata una scelta controcorrente; solo di recente c’è stato l’inserimento in gamma di un Sangiovese Superiore Riserva che uscirà nel 2024, ottenuto con uve provenienti da una vigna di oltre 30 anni di vita che giace su terreni ricchi di argille blu a 300 mt di altitudine, situata a Predappio Alta, nella zona più pregiata per il Sangiovese di Romagna, la sottozona Predappio.

LA GAMMA – Il Tito 2020, blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese, premiato nell’ambito del Merano Winehunter, è la punta di diamante di una produzione che nasce nel 2010 per poi evolvere con la nascita della nuova piccola cantina, quasi un laboratorio, nel 2020, investimento voluto da Alessandro Annibali col figlio Tito per avere il massimo controllo di tutto il processo di trasformazione delle uve, che vengono rigorosamente raccolte a mano.
Il Tito, premiato nell’ambito del Winehunter di Merano, necessita almeno di 18 mesi di invecchiamento per ammorbidire i decisi tannini del Cabernet, presente per il 70% e per esaltare i profumi derivanti dal Merlot e dal Sangiovese presenti in piccole quantità, utilizzando grandi botti da 2.000 lt prodotte in Austria dalla ditta Pauscha e piccole barriques di rovere francese fornite dal maestro bottaio francese Seguin Moreau per ottenere un vino di 13,5°, adatto all’invecchiamento e dai sentori erbacei, rotondi e ben definiti.
Tonneaux di rovere caucasico da 500lt sono utilizzate e per affinare il Pirro, un 100% Merlot con 13° e rotondità spiccate, con sentori di frutti rossi, ciliegie, marasche e tamarindo.
Il Giulì, uno syrah in purezza, ha note speziate e assai intriganti per un vino di pronta beva che fa solo acciaio per 6 mesi con una gradazione alcolica contenuta ( 12,5 ), che lo rende una facile e piacevole beva a tutto pasto, anche servito fresco a 16° con piatti a base di pesce azzurro.
Il Sauvignon blanc Nanì , affinato in piccola parte in tonneau da 500 lt di rovere francese, ha una gradazione alcolica di 12,5° con spiccati sentori di pompelmo e fiori bianchi, sapido, fresco, facile da bere e da godere.
Altro prodotto premiato nell’ambito del Winehunter Award, nella categoria Spirit, il Nocino “Terre di Romagna” , prodotto con le Noci di Romagna, coltivate nella Azienda Agricola San Martino in un territorio che, già nel toponimo San Lorenzo in Noceto, area limitrofa all’azienda, richiama tradizioni secolari di una forte vocazione a questa coltivazione. Il Nocino “Terre di Romagna” viene preparato secondo l’antica tradizione contadina e l’interpretazione di una delle più note ricette dell’Artusi: le noci verdi, raccolte a mano la notte di San Giovanni (24 Giugno) quando il guscio ancora non si è formato, vengono affettate e messe in infusione in alcool denaturato dove restano a macerare per un anno. Trascorso questo periodo il macerato viene pressato in torchi di legno per estrarre l’infuso e lasciato riposare per altri 6 mesi; dopo di che viene arricchito con spezie e zucchero per poi essere lasciato riposare per altri 6 mesi in cisterne di acciaio. Passati 2 anni il prodotto così ottenuto viene filtrato e messo in bottiglia per dar vita ad un infuso a 40° dal profumo di mallo verde e dal sentore di miele conferitogli dalle noci Chandler con cui viene realizzato.

Un prodotto della tradizione romagnola da rilanciare nella nostra gastronomia regionale, servito anche freddo come fine pasto o come guarnizione per dolci e piatti particolari.