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wineblog di Giovanni Solaroli

IL BARBARESCO BASE DELLA CANTINA PRODUTTORI

Ho provato un piatto: l’abbinamento è risultato impossibile ma il vino è piaciuto lo stesso

È il momento più adatto per parlare dei grandi vini rossi piemontesi. Il freddo vero deve ancora arrivare ma intanto, come si dice in Romagna, “facciamoci avanti coi lavori”. La voglia di bere un rosso più impegnativo incombe, anche se è sempre bene prestare attenzione alle tasche. L’altra sera non ho saputo resistere ed ho aperto una bottiglia di Barbaresco di annata della Cantina produttori del Barbaresco. Una bottiglia che ci dimostra che non si devono spendere delle fortune per bere dei grandi vini. Chi abitualmente non sceglie un Barbaresco a causa dei prezzi elevati, spesso superiori ai 40 euro a bottiglia, dovrà ricredersi di fronte ai prezzi praticati dalla Cooperativa che stanno sotto ai 25 euro. Ora le condizioni per bere una buona bottiglia senza lasciarci le penne e ricorrere al mutuo arancio dipendono essenzialmente da due fattori. Il primo: bisogna conoscere i vini che si ordinano al di là delle etichette o di quanto si è letto. Il secondo: Il produttore deve essere “onesto” e concorde con quanto mi disse una volta Anselmo Guerrieri Gonzaga (Tenuta San Leonardo) e cioè che un vino, per quanto grande possa essere, non dovrebbe costare più di 35 euro il che, al netto degli aumenti ISTAT, corrisponderebbe agli odierni circa 50 euro. La Cooperativa Produttori del Barbaresco è una cantina sociale fondata nel 1958 ad opera di un parroco, e da tempo è considerata una delle realtà più prestigiose della zona.

Con una sessantina di soci e circa un centinaio di ettari, per gran parte collocati nei più prestigiosi crù, la Cantina Produttori può, a giusto titolo, definirsi un approdo sicuro a chi cerca vini solidi e fortemente legati alla tradizione.  Impressionante la gamma dei crù prodotti ma per iniziare suggerisco sempre di partire dal vino base. Da parecchi anni il Barbaresco base, dal costo più che competitivo, ha dimostrato di avere dalla sua non solo il prezzo, ma anche la stoffa di altri ben più blasonati e costosi vini della denominazione. Venti giorni di fermentazione e venti mesi in botti grandi. Granato, tannico e profondo con una acidità affilata che ti allunga sulle note terrose, di liquirizia e artemisia. Io l’ho abbinato al polpo con patate, ma voi non fatelo. Non ci sta anche se il vino è davvero buono.

Cantina Produttori del Barbaresco- Via Torino 54 Barbaresco

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