IL TALENTO INFINITO DI SANDRA BRAVO
Sandra Bravo è per la Rioja come Cecile Tremblay per la Borgogna
Per una serie di sfortunate coincidenze mi è saltato l’appuntamento con Sierra de Toloño (nella Rioja Alava) e mi sono così giocato( per ora) l’opportunità di conoscere di persona Sandra Bravo, la talentuosa vignaiola spagnola. Ho comunque avuto modo assaggiare i suoi vini ( dei quali mi sono innamorato) e di farmi un’idea, studiando e documentandomi assiduamente, di chi sia Sandra Bravo per la viticoltura Riojana. A mio avviso la si potrebbe paragonare a Cecile Tremblay per la Borgogna. Per cercare di intuire il suo carattere basta rifarsi ad una intervista nella quale Sandra ha dichiarato “La gente di Villabuena (Villabuena de Alava, Rioja) mi ha insegnato a vivere senza fretta”. Sandra è un’enologa nata a Logroño ed è la prima della sua famiglia a lavorare nel settore vitivinicolo. È tornata in Rioja dopo sette anni come responsabile del vigneto nel Priorat e dopo aver lavorato in luoghi come il Chianti e la California. Con questa esperienza e la filosofia di vita appresa dalla gente di Villabuena, Sandra ha gettato le basi per il suo progetto Sierra de Toloño, prima con vigneti in affitto a Rivas de Tereso dove continua a produrre le sue cuvée bianche e rosse Sierra de Toloño, e poi con altri 9,5 ettari di vigneti propri all’ombra delle rovine del monastero di Santa María de Toloño e intorno a Villabuena ad un’altitudine di 650 metri, Sandra possiede circa due dozzine di appezzamenti, la maggior parte dei quali piuttosto vecchi. Nel 2015 ha acquistato un vigneto di montagna con delle viti piantate nel 1944. Con quelle, dal 2016 produce La Dula, uno dei suoi vini monovitigno. Ora domina il Tempranillo ma la Garnacha in montagna era ampiamente piantata nella zona di Sonsierra. Con la Garnacha produce due vini, il Dula fermentato e invecchiato in anfore, qualcosa di insolito nella Rioja. Scendendo di pochi metri lungo il pendio di La Dula si arriva al Camino de Santa Cruz, un vigneto in affitto dove produce un Tempranillo monovitigno e raccoglie le uve Viura per il suo Sierra de Toloño bianco. Sia qui che a La Dula, il vento soffia forte e costante contribuendo a tenere l’uva aerata e la botrite sotto controllo. I vigneti sono circondati da verdi boschi, mazzi di rosmarino e lavanda e campi di cereali, con il monastero a nord e vaste vedute fino al Castello di San Vicente a sud. Il Camino de Santa Cruz, che un tempo si chiamava Rivas de Tereso, è il suo primo vino monovitigno. Il processo di vinificazione è semplice: viene fermentato in tinajas per quasi un mese e affinato in botti neutre da 500 litri per circa 10 mesi per “levigare” i tannini. Sierra de Toloño, il vino del villaggio di questa stessa zona, è pura freschezza mentre Camino de Santa Cruz è più intenso, con profumi di erbe aromatiche. Nei vigneti di Villabuena produce il Samaniego con Tempranillo di 80 anni, Viura e Garnacha rossa e bianca. L’altro vigneto che ha acquistato è a Villabuena e ha circa 100 anni e non hanno mai spruzzato erbicidi su di esso.

NAHIKUN 2018
Vino di rara eleganza con profumi di viola e delicati sentori boisée e un carattere di bocca tutto orientato sulla freschezza e la fragranza del frutto con tannini articolati e fini. In poche parole: stile raffinato.
Da El Coster più il vigneto di Samaniego e altri tre piccoli appezzamenti con viti molto vecchie a Villabuena, Sandra produce i suoi vini Nahi Blanco e Nahi Tinto. A partire dall’annata 2018 questi vini si chiameranno Nahikun (desiderio, in basco). I vini di Villabuena sono più distesi, hanno il carattere della gente di Villabuena, mentre i vigneti di Rivas sono come cavalli selvaggi e i vini sono anche più estremi. Il vino rosso è per lo più Tempranillo ma in alcuni ci sono anche Graciano, Mazuelo e Garnacha. Viene fermentato in botti aperte e invecchiato per quasi un anno in botti di rovere da 225 litri, perché produce solo circa 600 bottiglie. Una gamma sufficientemente ampia dei vini di Sandra Bravo li trovate in distribuzione da Pellegrini. A me è piaciuto assai il NAHIKUN, ottenuto da uve Tempranillo (maggioranza), Graciano, Mazuelo e Garnacha ubicate a Villabuena de Álava, (500 metri di altitudine su suolo calcareo) e hanno un’età media di circa 80 anni. Sono vigneti a conduzione biologica con una resa molto bassa. Vinificazione con fermentazione spontanea in botte e affinamento di 1 anno in botti di rovere francese. Non chiarificato e non filtrato.