Il Grignolino d’Asti, un rosso piemontese da bersi giovane

Di fronte alla bottiglia che volevo aprire l’altro giorno è affiorato un ricordo che riguarda il Grignolino, un vino che si fa in Piemonte principalmente nell’Astigiano. Mi pare che un pò di anni fa, tra qualche produttore serpeggiasse l’idea che il Grignolino potesse essere la risposta italiana al Beaujolais. Che jattura. Per fortuna che questo vizio di voler scimmiottare i vini francesi e di proporre paragoni “imparagonabili” si sta pian piano esaurendo. Cercavo un rosso di struttura non pesante e di alcol contenuto, ma sufficiente fresco e con qualche tannino in grado di accoppiarsi ad un piatto di carne senza perdere nel confronto muscolare, e difatti questo “economico” Grignolino ha svolto il suo lavoro bene. Volendo classificarlo per categorie si potrebbe semplificare dicendo che ha il profilo di vino di montagna ma coltivato in collina. Poco colore, profumi speziati, fresca acidità, insomma un vino da bersi preferibilmente giovane sui 12 gradi di temperatura di servizio. il grignolino non è un vitigno facile da coltivare a causa della sua sensibilità alle malattie, e nemmeno di facile reperibilità, vista la sua diffusione prettamente locale destinata a rimanere tale. Difficile scommettere sul futuro successo di questo vino visto e considerato che in Piemonte si bevono altre cose e fuori regione è assai raro. Plauso dunque a chi lo fa come l’Azienda Agrituristica Crotin 1897 di Maretto un piccolo paesotto dell’astigiano. Ne acquistai qualche bottiglia dal produttore durante un breve soggiorno presso la sua struttura agrituristica, Crotin 1897, che si trova a pochi chilometri da Asti, tra le colline del Monferrato, in un luogo immerso nel verde.

San Patelu 2021
Un rosso leggero dal respiro montanaro: erbe, spezie e bacche rosse da bersi appena rinfrescato.