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wineblog di Giovanni Solaroli

CHASSAGNE-MONTRACHET

Sulla qualità dei vini, soprattutto bianchi, del Domaine Marc Morey che sta a Chassagne-Montrachet, non si discute. Però attenzione, nel comune di Chassagne, che condivide con quello di Puligny il Grand Crù Montrachet, esistono diverse classificazioni e lieux-dits. Del prestigioso Domaine, anche il più semplice Chassagne-Montrachet senza alcun rango di crù o lieux-dits, oggi costa un botto e alla luce della bottiglia aperta pocanzi mi interrogo. Non tanto sulla qualità assoluta dei vini, quanto sulla tenuta del tempo in generale e sul prezzo richiesto.

Il Chassagne 2014 di oggi aveva indiscutibili segni di premox, l’ossidazione precoce che affligge sempre più spesso i bianchi di Borgogna e invece di ricavarne una moderata soddisfazione (mica sono un frescone, in fondo è un semplice village, non un premier o grand crù) ho subito l’ennesima delusione. E pensare che oggi servono 100 euro per l’annata 2018 sui siti di e-commerce… In ogni caso si tratta sempre di un vino interessante attorno al quale si può discutere a lungo, sull’uso dei legni e del loro effetto ossidativo, e sul tipo di ossidazione (qui crema pasticcera e bianco d’uovo sodo) sulla freschezza elevata e sulla mancanza di sapidità e last but not least, sul prezzo odierno. Bene, non traggo alcuna conclusione se non quella di prestare attenzione e bere i vini bianchi di Borgogna qualche anno prima di quanto certa letteratura suggerisce. Oppure, come sempre più spesso mi capita, scelgo bianchi italiani “invecchiabili” bene, tipo certi Fiano o Greco che costano mooolto meno. Ma, si sa, ognuno fa i conti in tasca propria.

Il Chassagne-Montrachet 2014 di Marc Morey

Un bianco “interessante” che tuttavia mostra i segni del premox

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