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wineblog di Giovanni Solaroli

ANCHE IN SVIZZERA SI FANNO VINI

Negli ultimi anni la viticoltura è sensibilmente migliorata ma sono ancora pochi i produttori capaci di fare vini in gradi di cambiare l’immagine vitivinicola della Svizzera.

Da qualche tempo ho scoperto che in Svizzera, oltre a orologi di gran lusso, formaggi con enormi buchi dove si spera di non caderci mai dentro, farmaci di ogni genere, cioccolatini e conti correnti anonimi, si fanno anche vini, alcuni con uve poco note in Italia come la Chasselas. Codesta uva, che ama i climi freddi e alpini, è poco nota in Italia ma nella vicina Svizzera copre circa il 90% delle uve a bacca bianca e origina vini che Jacques de La Palice definirebbe “freschi e limpidi come l’aria di montagna”. Nella vicina Francia la Chasselas dorè è consumata principalmente come uva da tavola, ma gli Svizzeri se la bevono dopo averla opportunamente fermentata e trasformata in vino. Vini poco noti al di fuori dei confini, infatti se ne esporta solo l’1% per via dei prezzi piuttosto elevati e delle norme doganali restrittive. Del resto, in un territorio formato al 90% da montagne, dove coltivare l’uva richiede parecchie ore di lavoro, i prezzi alti sono del tutto normali. In Svizzera ci sono all’incirca 200 varietà di uva anche se quelle interessanti per la vinificazione di qualità sono molto meno.

I vigneti coprono un’area di poco superiore ai 15.000 ettari, e sono i primi ad affacciarsi sul Rodano e sul Reno, fiumi che nascono entrambi nel massiccio del San Gottardo. La maggior parte di questi si trova nella regione storica della Svizzera Romanda (quella francese) che include il Vaud con la sottozona Lavaux di enorme pregio ed interamente vocata allo Chasselas. Poi c’è il Vallese dove alcuni vini da Chasselas dorè, oltre a varie espressioni di Pinot Nero e Gamay, si fanno apprezzare. Altra zona degna del massimo interesse è il Canton Ticino, poco più di 1000 ettari, dove il Merlot raggiunge livelli qualitativi davvero notevoli. Beh, come vedete ci sono parecchi motivi per dirottare qualche risorsa ad un primo approccio ai vini della Confederazione. Mia nipote acquisita abita a Ecublens, in pieno Vaud, e quando viene a trovarci porta sempre qualche vino. Quest’anno c’è n’era uno interessante. Già il nome, Les Terrasses, induceva a pensare ad un’oasi pianeggiante in piena montagna, poi il vino si è rivelato ben fatto con un leggero profumo di miele di tiglio e scorze di agrumi e una bocca leggera ma non banale, con quel piccolo residuo zuccherino che ammorbidisce il finale. Lo produce il DOMAINE JEAN-RENÉ GERMANIER. Ah, dimenticavo, tenete a mente che Fendant è uno dei sinonimi di Chasselas.

FENDANT LES TERRASSES

Un bianco fresco, salino, roccioso dai profumi un pò mielati.

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