SABBIA GIALLA, UN’ALBANA CHE NON SI DIMENTICA
Sabbia Gialla è un Albana che non si dimentica, una bottiglia che non può mancare nel taccuino degli assaggi di un appassionato. Sin dagli esordi, con l’annata 2009 se ben ricordo, Sabbia Gialla ha dimostrato di avere un carattere unico e riconoscibile. E oggi, a distanza di un po’ di anni si conferma essere un punto di riferimento per le Albane del faentino. Il territorio è quello che gravita attorno alla Torre di Oriolo dei Fichi caratterizzato da argille e sabbie , terreni che hanno sempre fornito uve albana mature e solari. Qui, nella Cantina San Biagio Vecchio, Andrea Balducci e sua moglie Lucia Ziniti, hanno portato avanti il lavoro iniziato da Don Antonio Baldassarri, il parroco-contadino che tanto ha fatto per questa comunità. Da quel piccolo corpo iniziale è iniziata la bella avventura di Andrea e Lucia ed ora che le vigne sono aumentate, e la cantina mostra evidenti i segni di un profondo rinnovamento, si può affermare che l’eredità spirituale e culturale di Don Antonio è stata non solo ben conservata ma rinnovata e al passo coi tempi.

Le uve di albana del Sabbia Gialla vengono vendemmiate in più passaggi a causa della maturazione differita. Ogni pianta e ogni filare sono un mondo a sé e la scelta di Andrea e Lucia è quella di raccogliere solo grappoli maturi che poi vengono sottoposti a macerazioni la cui durata varia di anno in anno. Ogni annata di Sabbia Gialla ci racconta dunque la propria vita come è stata prima di arrivare nel bicchiere; ci dice se l’annata è stata lunga o breve, se è stata siccitosa e calda o umida e fresca sviluppando una storia che non è mai noiosa e banale. A volte, nei primi mesi di bottiglia, si può restare spiazzati per come i profumi ci vengono trasmessi, se non si dispone dei codici necessari per tradurli. Un buon rapporto con l’ossigeno è tutto quello che vi serve per rimettervi in linea in breve tempo. Nella sua breve ma intensa storia, il Sabbia Gialla ha dimostrato che l’evoluzione e il rapporto con il tempo sono nel suo DNA e di saper nuovamente raccontare ogni annata come un caleidoscopio infinito. L’ultima bottiglia bevuta è la 2019, premiato con 4 Viti da Vitae 2022, la guida nazionale di AIS. Da notare che con l’annata 2021 il Sabbia Gialla è passato dalla bottiglia bordolese alla borgognotta. Se vi piace il “colore” qui si va a nozze, perché il giallo dorato brilla quasi di luce propria e i profumi rimandano al complesso e articolato panorama delle erbe officinali, mentre la bocca è saldamente ancorata sulla sapidità, avvolta in una coltre fruttata di lunga persistenza. Caratteristiche che lo rendono adatto ad accompagnare una vasta gamma di preparazioni culinarie; dai formaggi alle carni bianche.

Giallo dorato come il sole d’agosto. Un tripudio di profumi di erbe officinali, frutta gialla e zafferano. Lungo e persistente, rinvigorisce il palato con sferzate di sapidità. Ultima annata, la 2022 a Euro 19 sul sito del produttore. (https://www.cantinasanbiagiovecchio.it/prodotto/sabbiagialla/)