UN UTILE CONFRONTO TRA DUE TANNAT
Uruguay e Sud-Ouest francese i territori migliori
Il Tannat non è certo il primo vino che ti viene in mente, se cerchi un rosso austero e tannico, eppure la curiosità, che spesso è uno starter di incredibile efficacia, prima o poi ti ci conduce. Sono quasi certo che in gioventù, quando in Francia andavo un anno si e l’altro pure, un Tannat devo certamente averlo bevuto altrimenti come si spiega questo affioramento mnemonico? Insomma, a farla breve e anche per rendere onore alla memoria, ne ho acquistati un paio, uno per ogni paese dove il Tannat brilla, cioè Uruguay e Francia. Sulla carta, considerando le differenze climatiche (e taluni quiz on-line) la versione uruguaiana avrebbe dovuto esprimere tannini più morbidi e arrendevoli per via di una maturazione ottimale delle uve e conseguentemente di un frutto più dolce. I più svegli, notando il condizionale, avranno già capito che non è andata proprio così. In breve, è probabile che la tecnica agronomica ed enologica francese, notevolmente superiore, abbia capovolto il pronostico. Dico probabile perché due campioni a raffronto hanno poco valore, se non per farvi passare due minuti e incuriosirvi su quest’uva così rustica e difficile. In Francia è diffusa nel Sud-Ouest (così si scrive) e la sua AOC di riferimento è Madiran. Siamo in Aquitania, su terreni complicati geologicamente; un substrato di sabbie mollasse con inserzioni calcaree, di ghiaia e di loess(depositi eolici) e i vigneti disposti per la maggior parte sulla riva sinistra del fiume Adour. Quasi 1.500 ettari suddivisi in tre dipartimenti, Gers, Hautes-Pyrénées e Pyrénées-Atlantiques. Per fare un Madiran possono essere impiegati 4 vitigni, Fer Servadou, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Tannat che deve essere presente con un minimo del 40% e un massino del 60%. Nel paese di José Mujica invece il Tannat che localmente si chiama Harriague, viene coltivato per la maggior parte sulla costa meridionale nei dipartimenti di Canelones, Montevideo e recentemente anche verso Colonia del Sacramento.

È una zona promettente per la viticoltura, come attestano i diversi investimenti stranieri, soprattutto francesi, che sono affluiti in Uruguay e i cui risultati già si vedono sotto forma di buone bottiglie. Una di queste è il Tannat A8 Parcela Única di Bodega Bouza, una piccola impresa familiare facilmente reperibile sui siti di e-commerce alla modica cifra di 42,00 euro. Un rosso potente, rustico senza essere selvatico, molto pulito al naso con bei profumi di more, un po’ di vegetale e sottobosco e radici (liquirizia e rabarbaro) e una bocca dai tannini mordaci e spessi. Senza un bel piatto accanto non sarà così facile finire la bottiglia. Per il francese mi sono affidato al classico Chateau Montus l’azienda che più di tutte ha contribuito a farci conoscere i Madiran. Il suo Madiran si può acquistare con poco più di 30 euro. L’azienda è di proprietà di Alain Brumont (già proprietario di Château Bouscassé) dal 1980. Alain Brumont fa fare ai suoi Tannat macerazioni che vanno per lunghe, anche fino a 6 settimane a seconda dell’annata. Il Chateau Montus è un rosso insolitamente elegante e fine per la tipologia. Magnifica tonalità di rosso appena screziato da sfumature granato. Un naso seducente con nuance speziate e di gelatine di frutti rossi e una bocca tesa, agrumata e di notevole profondità con tannini fitti ma niente affatto rustici. Insomma, a volte anche i book makers prendono delle sole e i pronostici danno risultati insoliti.

Il Tannat è un vitigno poco diffuso, non facile da affrontare per via dei tannini tenaci e duri, ma ci sono alcuni produttori, in Uruguay e a Madiran, i cui vini vale la pena assaggiare.