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wineblog di Giovanni Solaroli

IL CAVALIERE BIANCO, TREBBIANO SENZA MACCHIA E SENZA PAURA

Il Cavaliere Bianco e il Cavaliere Nero è una splendida gag del compianto Gigi Proietti che forse, oltre a far sbellicare dalle risate, contiene anche una morale che però a me sfugge. In ogni caso nulla c’entra con il Cavaliere Bianco che è un vino Trebbiano di Romagna etichettato sotto la doc Colli della Romagna Centrale, e che non fa affatto ridere trattandosi di un vino molto serio. Con queste indicazioni è facile capire che la zona è equidistante tra le due estremità che segnano i confini con Emilia e Marche.  Un po’ di tempo fa la gentilissima famiglia Casali mi invitò ad una verticale di dieci annate del Trebbiano Cavaliere Bianco che mi svelò insospettabili doti di evoluzione e tenuta nel tempo. Avevo già bevuto questo vino agli esordi del suo percorso (la prima annata fu la 1998) ma a quei tempi il Cavaliere Bianco aveva il mantello macchiato da una piccola quota di altre uve bianche e poi, soprattutto, la giovane Silvia Casali, figlie e nipote dei due proprietari, i fratelli Paolo e Valerio, stava ancora studiando. Non dico in quale scuola per non tradirne l’età ma oggi Silvia è il Chief in Commander della Tenuta con suo fratello Francesco e il cugino Daniele. Non mi voglio dilungare troppo se non per sottolineare ancora una volta che i pregiudizi ci possono privare, non solo di vini buoni a prezzi da saldo, ma anche di esperienze gratificanti.

Il Cavaliere Bianco bevuto, e non solo degustato, nelle annate che vanno dal 2011 al 2021 ha svelato di poter competere con molti bianchi italiani di maggior reputazione. Le annate più vecchie avevano sviluppato aromi idrocarburici particolarmente apprezzati che avrebbero potuto farci pensare alla presenza di riesling. Dal 2011 però il cavaliere Bianco è trebbiano al 100%. Un trebbiano che nasce sui terrazzi fluviali della Valle del Savio da vigne piantate nel 1985 per celebrare un evento epocale che tuttavia non vi svelerò. Il terreno è ricco di ghiaia ed è esposto a sud-est in una posizione molto ben ventilata che gode di un ottimo differenziale termico tra giorno e notte. La vinificazione è fatta con pressatura soffice a freddo e previa macerazione prefermentativa, poi affina 6 mesi sur lie con batonnage e infine va in bottiglia, con la chiusura Stelvin. Pochissimi giorni orsono ho aperto una 2022 e dopo averne bevuto un quarto ho riposto la bottiglia in frigo pensando poi di doverla buttare per via del fatto che con lo Stelvin la pompetta per fare il vuoto non funziona proprio bene. Invece, a distanza di due giorni, il Cavaliere Bianco era più vispo che mai e la bottiglia me la sono proprio goduta.

Il Trebbiano Romagnolo di collina può riservare delle vere e proprie sorprese. Nulla ha a che fare con le bistrattate produzioni di massa che caratterizzano la viticoltura del trebbiano nella pianura romagnola.

Il Cavaliere bianco è un vino che profuma di agrumi e fiori ed ha una sapidità travolgente che lo rende adatto a molti piatti. Solo 13 euro nello shop aziendale. Bonus Track: si può acquistare anche on-line.

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