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wineblog di Giovanni Solaroli

L’oro di Yquem nelle mani di un Italiano

Tre nomi mi risuonavano come leggende quando mossi i primi passi nel mondo del vino: Ronco del Re, Château d’Yquem e Petrus – due di questi miti sono diventati più volte realtà nel mio bicchiere, il terzo, Petrus, attende ancora il suo momento. Nel frattempo sono diventato grande e i miti sono aumentati di pari passo con l’avanzare dell’età. Ora debbo aggiungere un nuovo mito, non un vino ma un italiano, tal Lorenzo Pasquini, diventato il CEO di Chateau d’Yquem. Non che questo abbassi i prezzi per noi italiani, però di certo alza l’orgoglio. E adesso alzi la mano chi lo conosceva prima di questa prestigiosa nomina.

Un CEO Italiano per il più famoso vino botritizzato al mondo

Lorenzo Pasquini, trentacinquenne cresciuto tra Roma e la Maremma, è il nuovo amministratore delegato di Château d’Yquem dal giugno 2025. La nomina, annunciata da Jean-Jacques Guiony (CEO di Moët Hennessy), segna una svolta storica per l’unico Premier Cru Supérieur del Bordelais ora guidato da un italiano. Pierre Lurton rimane presidente, dedicandosi alle relazioni esterne e alla direzione strategica. Il percorso di Pasquini inizia nell’infanzia, giocando nel vigneto di famiglia in Maremma piantato dal padre. Dopo il diploma in enologia a Pisa e la specializzazione a Bordeaux, ha costruito una carriera internazionale: California, Château Palmer a Margaux, quattro anni in Argentina come direttore tecnico di Cheval des Andes (LVMH), poi Château Giscours e l’esperienza biodinamica a Caiarossa in Toscana. Nel 2020 l’arrivo a Yquem come Estate Director, fino alla promozione a CEO.

Storia e tradizione

Fondato nel 1593 da Jacques Sauvage, il Domaine è passato ai Lur-Saluces nel 1785 attraverso il matrimonio di Françoise-Joséphine de Sauvage d’Yquem con il conte Louis Amédée. Sotto la loro guida, il castello raggiunse l’apice del riconoscimento nel 1855, ottenendo l’unica classificazione di Premier Cru Supérieur nella storia vinicola francese. Nel 1999, il gruppo LVMH acquisì questa perla del Bordelais, affidandone la direzione a Pierre Lurton, già responsabile di Cheval Blanc. L’influenza della biodinamica nella gestione attuale deriva dall’ammirazione di Bernard Arnault per Lalou Bize-Leroy, pioniera di questa pratica in Borgogna. La posizione di Premier Cru Supérieur, unica nel Bordelais, riconosce la supremazia qualitativa di Yquem nell’universo dei vini botritizzati francesi.

Geografia e microclima del Sauternais

Il domaine di Yquem si estende su 100 ettari nel comune di Sauternes, in posizione dominante sulle colline che sovrastano la confluenza tra la Garonna e il Ciron. È proprio questa posizione geografica a generare le condizioni ideali per lo sviluppo della Botrytis cinerea. Il fiume Ciron, che nasce nelle Landes e mantiene una temperatura costante di 12°C, si incontra con la Garonna, più calda di 6-8 gradi. Questo incontro crea, durante i mesi autunnali, dense nebbie mattutine che avvolgono i vigneti fino alle 10-11 del mattino. Il successivo riscaldamento solare pomeridiano genera l’alternanza umidità-calore necessaria allo sviluppo controllato della muffa nobile.

Mappa Enogea di Alessandro Masnaghetti che ringrazio.

La Botrytis Cinerea: un equilibrio delicato

“Siamo i custodi di questa meraviglia del mondo, la muffa nobile, degli ecosistemi naturali e umani che si sono creati attorno alla Botrytis cinerea”, spiega Lorenzo Pasquini. Una filosofia che riassume l’approccio di Yquem verso questo fungo miracoloso. La Botrytis cinerea attacca gli acini maturi di sémillon e sauvignon blanc, perforandone la buccia e provocando la concentrazione dei succhi per evaporazione. Questo processo, che richiede settimane, trasforma gli zuccheri e sviluppa i composti aromatici tipici: note di miele, albicocca secca, zafferano e spezie dolci. I suoli di Yquem, composti da ghiaia quaternaria su substrato calcareo-argilloso, favoriscono questo processo. Il drenaggio perfetto delle ghiaie superficiali evita i ristagni, mentre l’argilla sottostante mantiene la riserva idrica necessaria alle viti durante i periodi siccitosi.

tratta da Il calice di Ebe

Dall’uva al vino: tecniche e tradizione

Per sfruttare al meglio questo fenomeno naturale, Yquem ha sviluppato pratiche viticole specifiche. Il vigneto attuale conta 75% sémillon e 25% sauvignon blanc, con viti di 33 anni di età media. Le rese sono naturalmente basse: 8 ettolitri per ettaro di media contro i 25 hl/ha previsti dalla AOC. La vendemmia si svolge in 4-6 passaggi successivi, da settembre a novembre, per selezionare solo gli acini ottimamente botrytizzati. La fermentazione avviene in barriques di rovere francese, seguita da un affinamento di 20-24 mesi con bâtonnage regolare. Ogni annata di Yquem racconta una storia diversa attraverso l’assemblaggio di sémillon e sauvignon blanc, che varia in base alle condizioni climatiche e allo sviluppo della botrytis. Alcune annate privilegiano la struttura e la potenza del sémillon, altre esaltano la freschezza aromatica del sauvignon blanc, creando profili gustativi che spaziano dalle note mielate classiche a interpretazioni più agrumate e speziate. Questa variabilità nell’assemblaggio permette a Yquem di adattarsi alle caratteristiche uniche di ogni millesimo, mantenendo sempre l’identità inconfondibile del domaine.

Il passaggio alla biodinamica

Dal maggio 2019, Château d’Yquem ha avviato la conversione alla biodinamica sotto la supervisione di Pasquini. La decisione di Bernard Arnault ha colto di sorpresa anche i veterani della proprietà, tra cui Francis Mayeur (in azienda dal 1983) e Sandrine Garbay (maître de chai dal 1998). La conversione biodinamica ha comportato l’introduzione di preparati a base di silice e corno di vacca, applicati secondo il calendario lunare. Pasquini ha implementato anche l’uso di tisane vegetali (ortica, equiseto, camomilla) per rafforzare le difese naturali della vite. La certificazione biologica è stata ottenuta nel 2022, mentre quella biodinamica Demeter è prevista per il 2025. Questo processo richiede tre anni di transizione completa senza l’uso di prodotti chimici di sintesi.

Produzione e mercato

Yquem produce annualmente 66.000 bottiglie, vendute a prezzi che oscillano tra 200-300 euro per le annate recenti e oltre 1.000 euro per i grandi millesimi storici. Il vino secco Y, lanciato nel 1959, rappresenta il 20% della produzione totale. L’enoturismo è sviluppato attraverso tre formule di visita (84-300 euro), con degustazioni che includono diverse annate. La proprietà accoglie visitatori dal lunedì al venerdì, su prenotazione.

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