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wineblog di Giovanni Solaroli

Un altro colpaccio del solito noto Bernard Arnault

Manca ancora poco e poi tutti noi comuni mortali, se volgiamo bere un Borgogna, saremo costretti a bere Aligoté o, dovessimo cedere all’orgoglio nazionale, un bel Trebbiano di Romagna. Già da tempo la crescita dei prezzi dei vini di Borgogna ha fatto irritare piu d’un ristoratore, uno per tutti il celebre Romain Iltis (chef sommelier di ben quattro ristoranti stellati francesi). La sua decisione di non acquistare più certi vini di Borgogna a causa dell’aumento ingiustificato dei prezzi, a volte raddoppiato da un anno all’altro, è finita su un editoriale di Denis Saverot, direttore della prestigiosa Revue.

È di pochi giorni fa un’altra notizia davvero strabiliante con risvolti che vanno ben al di la del semplice aumento di prezzo di una bottiglia. Il gruppo di Bernard Arnault ha appena acquisito 1,3 ettari della tenuta Poisot ad Aloxe-Corton per 15,5 milioni di euro. Una situazione che illustra l’esplosione dei prezzi dei terreni che si sta verificando attualmente nei vigneti della Borgogna, a scapito dei piccoli agricoltori. La Revue du Vin de France, tramite l’editoriale di Benjamin Helfer, lancia un monito e avverte dei rischi che si correranno se lo Stato non interverrà legiferando diversamente sulle tasse di successione.

“È drammatico per le piccole aziende familiari come la nostra” affermano dalla tenuta Poisot. La famiglia Poisot ha venduto i propri terreni perché non era in grado di pagare la tassa di successione. “La tassa di successione era così alta… a un certo punto, non siamo milionari, quindi abbiamo dovuto trovare una soluzione”.

Già proprietario della tenuta Lambrays a Morey-Saint-Denis, il gruppo di Bernard Arnault continua gradualmente la sua espansione in Borgogna acquistando questi appezzamenti di Pernand-Vergelesses, Corton grand cru e Romanée-Saint-Vivant grand cru.

Sempre più piccole tenute a conduzione familiare in Borgogna devono fare i conti con l’esplosione dei prezzi dei terreni nella regione e non riescono a tenere il passo, dato che spesso queste tenute sono costruite su un modello familiare e agricolo ancestrale. Il prezzo della transazione LVMH è stato fissato dalla SAFER, la Société d’Aménagement Foncier et d’Etablissement Rural, alla luce dei prezzi di questo prestigioso settore.

Thiébault Huber (foto Bourgogne Aujourd’hui)

“I valori sono completamente non correlati”, lamenta Thiébaut Hubert, presidente della Confédération des Appellations et des Vignerons de Bourgogne (CAVB). “Un terreno che vale 100.000 euro finisce per valere un milione. E invece di essere tassati su 100.000, si è tassati su un milione… Non c’è più la nozione del valore del lavoro e della redditività economica di un appezzamento di terreno. “Finché il governo non offrirà sconti sull’imposta di successione sugli strumenti di lavoro, questa situazione continuerà”, ha dichiarato il proprietario del Domaine Poisot, che ora gestirà i vigneti di famiglia affittatigli dal gruppo LVMH.

Per fortuna c’è anche il risvolto della medaglia: tenute familiari che, a dispetto dei prezzi dei terreni, producono vini a prezzi ragionevoli. Basta avere pazienza e voglia di esplorare.

N.B. Si ringrazia La Revue du Vin de France da cui è tratto parzialmente.

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